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Martina Bestagno Reyer Venezia: il futuro dello sport è rosa

Martina Bestagno Reyer Venezia: il futuro dello sport è rosa

Martina, campionessa italiana di basket con la Reyer Venezia, di cui è capitana, ci racconta la sua carriera, evidenziando le differenze tra il campionato italiano e quello straniero. Inoltre, affronta il tema del ruolo delle donne nel management sportivo

La tua altezza (1.89m n.d.r.), soprattutto da piccola, ti ha creato dei problemi?

Da piccola ero molto più alta di qualsiasi mio compagno e, già alle elementari, sembravo più la mamma che una compagna. C’era chi diceva “non può avere 8 anni…”. Essendo sensibile, sentivo i commenti e ci rimanevo male, ma poi ho iniziato a considerare la mia altezza come una mia qualità ed un punto di forza.
 

Come ti sei avvicinata alla pallacanestro?

Siamo tutti alti in famiglia ed i miei genitori già da piccola mi hanno portato in palestra per giocare a basket, e me ne sono subito innamorata!


Hai praticato anche altri sport?

No, non ho praticato altri sport, anche se ho provato nuoto ed atletica.
 

Avendo giocato sia in Italia che all’estero, hai notato delle differenze nel basket professionistico femminile?

Sì, ho giocato in Spagna, Belgio e Repubblica Ceca. Soprattutto in Belgio e Repubblica Ceca c’è un numero limitato di straniere che possono giocare, c’è quindi una maggiore tutela per le giocatrici nazionali.


Com’è stato poi tornare in Italia?

È sempre bello tornare in Italia. Ho voluto provare l’esperienza all’estero per uscire dalla mia confort zone, e questo mi ha insegnato tanto. L’Italia però rimane sempre il paese più bello per tutto, soprattutto il cibo.


Ai recenti Giochi Olimpici di Tokyo 2020 non era presente il basket femminile….

Purtroppo no. C’è da lavorare molto, ma abbiamo grandi margini di miglioramento. In Italia, però, abbiamo la tendenza a rimandare. Possiamo fare molto, e credo che il futuro dello sport sia rosa.


Cosa pensi delle quote rosa nel management sportivo?

Bisognerebbe allontanarsi dal concetto di quote rosa e basarsi sulle qualità e non se si è uomo o donna. Si dovrebbe riportare tutto sulla meritocrazia, indipendentemente dal sesso.
 

Quanto è importante la preparazione fisica?

È fondamentale. In un anno ci sono solo 2 settimane in cui non faccio niente. Quando non mi alleno, però, sto male. Mi serve per stare bene, aldilà della componente sportiva.
 

Oltre ai controlli medici per la tua professione, fai anche altre visite?

Avendo passato i 30 anni, faccio periodicamente il pap test. La salute deve essere la priorità per ogni donna, per questo faccio check up periodici. Un giorno vorrei diventare mamma, quindi controllarsi è fondamentale.
 

Cosa suggeriresti alle ragazzine che si voglio avvicinare al basket?

Di mettere tutto il loro impegno, non limitarsi a fare le cose al 50%, e divertirsi. Bisogna trovare il divertimento anche nelle difficoltà, questo aiuta a crescere. Lo sport dà dei grandi insegnamenti che sono utili nella vita. Quindi fate sport, anche se non è basket, l’importante è praticare attività sportiva.

 

La protagonista
Martina Bestagno (Sanremo, 14 agosto 1990) è una giocatrice di pallacanestro italiana che ha mosso i suoi primi passi nel Basket Spezia Club. Ala grande-centro ha giocato anche nei campionati spagnolo, belga e ceco. Dal 2017 è capitana della Reyer Venezia, con cui ha conquistato la Supercoppa e lo Scudetto nell’ultima stagione 2020/2021.

Foto Credit: Umana Reyer - Ciamillo/Castoria

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